CIG Artigiani: niente “obbligo” d’iscrizione a FSBA

Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori

Come ampiamente denunciato da Co.N.A.P.I., anche attraverso un Interpello al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo e al Presidente INPS Pasquale Tridico, la pretesa di iscrizione avanzata dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA) è risultata essere completamente illegittima. Secondo il regolamento emanato dal Fondo, gli artigiani sarebbero stati obbligati a corrispondere le quote contributive, passate e future, per ottenere in cambio l’erogazione della cassa integrazione con causale COVID-19.  Il Tar del Lazio ha, infatti,  sospeso la procedura di iscrizione al fondo, obbligando FSBA a predisporre una semplice richiesta per ottenere l’integrazione salariale senza assunzione di un vincolo contributivo.

All’indomani dell’approvazione del Decreto Cura Italia, con riferimento al comparto artigiano, è sorto un acceso dibattito sulla obbligatorietà dell’iscrizione ad FSBA al quale Co.N.A.P.I. ha partecipato attivamente e con forza, sostenendo i diritti degli artigiani a vedersi riconoscere la cassa integrazione senza ulteriori esborsi, tra l’altro, come già ampiamente riconosciuto dalla Circolare N. 47 dell’INPS del 28/03/2020.

Di contro l’Ente Bilaterale EBNA che gestisce il Fondo, pur avendo ricevuto un trasferimento di risorse pubbliche a sostegno della CIG pari a 60 milioni di euro, con diversi comunicati stampa, ha mantenuto ferma la propria posizione, affermando categoricamente che l’iscrizione è dovuta per legge.

L’arbitraria richiesta di iscrizione, che comporterebbe il sorgere dell’obbligo contributivo non solo per il futuro, ma anche per il pregresso (pari a 36 mensilità), ha di fatto paralizzato la possibilità di ottenere la cassa integrazione per migliaia di datori di lavoro che liberamente avevano deciso di non aderire a FSBA.

A risolvere la controversia è intervenuto il presidente del Tar del LazioRoma, sez. III quater Riccardo Savoia il quale, in accoglimento della richiesta avanzata da un artigiano, ha riconosciuto il diritto di presentare la domanda di integrazione salariale senza previa iscrizione a FSBA ed EBNA.

Nonostante la sentenza, EBNA e FSBA continuano ad ostinarsi a non accettare le richieste, contravvenendo non solo al Decreto Cura Italia e alle direttive dell’INPS, ma anche allo spirito solidale delle iniziative messe in atto per alleviare le difficoltà delle aziende in questo momento difficile per tutti i comparti produttivi. Inoltre i pagamenti da parte del Fondo sono completamente fermi, sia per gli iscritti storici del Fondo, sia per coloro che hanno effettuato l’iscrizione a FSBA integrando le 36 mensilità illegittimamente richieste, lasciando le aziende in uno stato di emergenza economica.

Co.N.A.P.I. consiglia a tutte le proprie aziende iscritte e ai consulenti del lavoro che gestiscono le pratiche CIG, di farsi notificare il rifiuto per iscritto e la motivazione di tale rifiuto, in modo tale da poter fare ricorso.

20/04/2020

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