Comunicato del 28/03/2020

Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori

"Non possiamo permettere la diffusione di un nuovo choc economico nel nostro Paese"

Pur apprezzando gli sforzi del Governo non possiamo accogliere le proposte senza suggerire le criticità derivanti da Provvedimenti giusti ma insufficienti. Il nuovo decreto-legge annunciato dovrà quindi stanziare nuove e cospicue risorse per allungare la durata e allargare il perimetro delle tutele.  

La difficoltà maturata dall’emergenza “coronavirus” ha provocato l’azzeramento delle Riserve dei Fondi relativi alla Bilateralità. Diventa indispensabile, oltre che rifinanziare adeguatamente il Fondo di Solidarietà Bilaterale per non correre il rischio di una nuova crisi economica, dare certezza agli Imprenditori sulla celerità e la semplicità delle procedure CIGD destinando delle specifiche risorse umane ed economiche per dare risposte immediate in questo particolare momento. Bisogna “imporre” al Sistema Bancario (sono poche le Banche che hanno dato ad oggi l’assenso ad anticipare la CIG) attraverso delle circolari attuative d’intesa, per assicurare SUBITO l’erogazione delle indennità ai lavoratori dipendenti ed autonomi.

Oggi serve maggiore solidarietà e coraggio. Aiutare l’Imprenditore significa garantire il Dipendente. Fare squadra per raggiungere assieme l’obiettivo. Questo significa prescindere dagli interessi personali, ed è qui che coloro che rappresentano, e che in pratica devono difendere gli interessi delle aziende, sono chiamati allo sforzo di trovare e di spingere per soluzioni che agevolino il più possibile le aziende a restare a galla in questo momento difficile.

Ci auguriamo, altresì, che venga il tutto coordinato da una task-force nazionale che punti ad evitare provvedimenti diversi tra le varie Regioni che rischierebbero di creare delle disparità pericolose in alcuni contesti territoriali più a rischio e, come “suggerito” da Draghi, congelare le scadenze e gli adempimenti burocratici al fine di non svilire il sistema produttivo italiano.

Tutelare tutti gli imprenditori non aggiungendo paletti, restrizioni al riguardo per dare la possibilità alle aziende che non rientrano negli altri ammortizzatori sociali di attivare la cassa integrazione in deroga.

Coloro che possono accedere ai Fondi di Solidarietà sono quei datori di lavoro che hanno volontariamente aderito al Sistema della Bilateralità. Chi non aderisce ma paga le 25 euro in busta paga ha perfettamente ottemperato agli obblighi del CCNL e pertanto pur non potendo usufruire del Fondo di Solidarietà ha diritto agli altri ammortizzatori sociali. Si ricorda che il versamento al Sistema della Bilateralità è una libera decisione del datore di lavoro che non si configura mai come obbligo, pertanto chi ha versato le 25 euro in busta paga al lavoratore o chi ha scelto un altro Ente Bilaterale per ottemperare agli obblighi che la scelta della Bilateralità va ad adempiere, è in pieno diritto di fare richiesta, tramite i noti accordi sindacali per aziende con più di 5 dipendenti, e tramite nessun predetto accordo per aziende fino a 5 dipendenti, a prescindere, per esempio, dalla adesione a FSBA per quanto riguarda il comparto dell’artigianato. 

Già molte Regioni hanno scelto la strada di evitare inutili paletti, in aggiunta ai già ingenti oneri burocratici che gravano sulle aziende. Soffermarci ora su questi punti sarebbe un torto enorme per chi in questi mesi sta combattendo senza armi la battaglia più grande in assoluto. Seguiamo la linea del “Decreto Cura Italia”, aiutiamo tutti.

Lo ha dichiarato Il Presidente della CO.N.A.P.I. Basilio Minichiello , assieme ai Responsabili Nazionali Italia Speranza e Sandro Vestita, in rappresentanza, assieme alle altre storiche sigle sindacali, delle PMI.

28/03/2020

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